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Incontro 8 marzo S.Giovanni in Fiore (CS)
Sabato 8 marzo 2008ore 16,30
presso l’albergo FlorensVia Piranella,17San Giovanni in Fiore (CS)
incontro-dibattito:
Le primarie aperte per la nuova legge elettorale
Interverranno:Prof. Giovan
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Incontro 8 marzo S.Giovanni in Fiore (CS)
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PRIMARIE Partecipazione e leadership Marco Valbruzzi
postfazione di Gianfranco Pasquino
Ed. Bononia University Press |
**************************************************** Una proposta bolognese di primarie di cittadini dall’Isituto De Gasperi per Bologna
Sintesi della proposta
Il centrosinistra e il centrodestra bolognesi promuovano entrambi, con le stesse regole essenziali, elezioni primarie aperte
per la selezione dei loro candidati Sindaco alle prossime elezioni amministrative.
1) I Partiti dei diversi poli politici cittadini, unitamente alle associazioni che desiderino aderire all’uno o all’altro con autonoma decisione, elaborano il documento programmatico di orientamento e costituiscono il Comitato organizzatore delle primarie del polo.
2) Votano alle elezioni primarie tutti i residenti nel Comune di Bologna.
3) Sono candidabili alle elezioni primarie gli stessi soggetti di cui al punto precedente, che abbiano sottoscritto il citato documento programmatico del polo ed esibiscano il prescritto numero di presentatori. É elemento essenziale della candidatura un documento di intenti comprensivo dell’indicazione nominativa dei principali collaboratori al vertice dell’amministrazione comunale.
Ciascun partito o associazione si impegna a sterilizzare le norme interne che, ponendo speciali barriere alla candidabilità per i propri iscritti, li ponga di fatto in una condizione di discriminazione rispetto agli elettori non iscritti.
4) I segretari (o coordinatori o presidenti) e i componenti degli esecutivi dei partiti e delle associazioni che promuovono le primarie presentano la propria candidatura a Sindaco e contestualmente le dimissioni irrevocabili dalla carica di partito o di associazione.
5) Le elezioni primarie si svolgono di Domenica in turni successivi, di norma a distanza di una settimana l’uno dall’altro, interessando via via i residenti dei nove Quartieri del Comune di Bologna. Nell’ultimo turno le votazioni riguardano, in contemporanea, almeno due Quartieri della città. L’ordine temporale tra i Quartieri viene determinato con sorteggio.
6) Nelle settimane intercorrenti tra i primi turni di votazione, il Comitato organizzatore e i partiti/associazioni che promuovono le primarie indicono almeno tre istruttorie pubbliche su problematiche di grande attualità cittadina; nelle settimane restanti vengono organizzati confronti pubblici tra i candidati. I candidati all’atto di presentazione della candidatura si impegnano a partecipare a tutti i confronti programmati.
7) Per tutta la durata delle elezioni primarie non sono consentiti interventi o interviste di segretari (o coordinatori o presidenti) e di componenti degli esecutivi dei partiti di sostegno dell’uno o dell’altro candidato.
8) Al termine di ogni votazione nei diversi Quartieri della città, verranno resi noti il numero dei votanti e i voti riportati dai singoli candidati in ciascun Quartiere. Turno dopo turno verrà reso noto lo stesso totale provvisorio delle preferenze ottenute da ciascun candidato in tutti i Quartieri della città in cui si sono già svolte le votazioni.
9) In ogni momento un candidato può ritirare la propria candidatura a favore di un altro candidato, trasferendo a quest’ultimo i voti complessivamente a lui riferibili, sia quelli direttamente attribuiti dall’esito delle votazioni, sia quelli acquisiti per effetto di uno o più precedenti ritiri di altri candidati in suo favore.
10) Al termine dei turni di votazione, risulta eletto candidato Sindaco dell’area politica il candidato che abbia riportato la maggioranza dei voti validi dell’intero Comune, a condizione di avere comunque superato la soglia del 40%+1 dei voti validi.
11) Nel caso in cui nessun candidato abbia superato la soglia come sopra, nella Domenica successiva all’ultimo turno di votazione si procede a un nuovo turno in cui voteranno tutti i residenti di Bologna, con ballottaggio tra i due candidati più votati.
Versione integrale della proposta:
PropostaIstitutoDeGasperi_aprile2010.pdf
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Pubblichiamo volentieri dal X Convegno Internazionale S.I.S.E. Società Italiana Studi Elettorali Torino, 12-13 novembre 2009:
GOVERNI LOCALI E REGIONALI IN EUROPA FRA SISTEMI ELETTORALI E SCELTE DI VOTO
Antonella Seddone (Università degli Studi di Torino) Marco Valbruzzi (Università degli Studi di Bologna)
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Oggetto: COMUNICATO STAMPA dell’Associazione "CITTADINI PER BOLOGNA" (Presidente Gianfranco Pasquino)
In seguito alle dimissioni del Sindaco di Bologna chiediamo la convocazione delle Primarie aperte dei cittadini di Bologna per scegliere il candidato
(unico) dell’area di Sinistra-Centro (area che esclude l’UDC).
Nel caso in cui si voti a fine marzo 2010, le Primarie potranno svolgersi, con parità di condizioni fra i vari candidati, nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 febbraio.
E’ inoltre fortemente auspicabile che, per la prima volta in Italia, si svolgessero nello stesso giorno Primarie per tutti candidati di tutte le liste o coalizioni - di sinistra-centro e di centro-destra - che intendono presentarsi alle elezioni Amministrative.
Questa necessaria innovazione nella selezione di tutta la classe dirigente contribuirebbe, come scrisse anche Milena Gabanelli (vedi sito
www.perleprimarie.org) nell’estate 2008, a fare recuperare credibilità politica e morale alla Città di Bologna.
Si ricorda che l’Associazione Cittadini per Bologna, forte di un programma molto incisivo, presentò nel giugno 2009 il Prof. Gianfranco Pasquino alla carica di Sindaco di Bologna, in alternativa a Flavio Delbono, a Alfredo Cazzola e a Giorgio Guazzaloca.
Nei prossimi giorni l’Associazione Cittadini per Bologna si ritroverà in assemblea per valutare eventuali iniziative politiche per il bene esclusivo di Bologna.
p. Direttivo dell’Associazione Cittadini per Bologna Francesco Delli Santi - Paolo Orioli - Riccardo Lenzi - Isabella Filippi
www.perleprimarie.org - www.bolognaperlulivo.org Tel. 349-4587965 / 338-1287974
Bologna, 29 gennaio 2010
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Leggi due interessanti articoli nella sezione: Scrivono e altro...
due interviste ad Arturo Parisi sulle primarie che non piaccono al PD clicca qui
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BOLOGNA, MILENA GABANELLI APPOGGIA LE PRIMARIE!
LETTERA APERTA - luglio 2008
di Milena Gabanelli
Per evitare equivoci, premetto che faccio la giornalista, non mi sono mai schierata a sostegno di un partito e non intendo cambiare mestiere né abitudini. Vivo da 30 anni in questa città e, da cittadina, ho visto la sua lenta decadenza, pertanto non posso non chiedermene le ragioni. Altri, più partecipi di me alla quotidianità bolognese, dicono che l’indole conservatrice della popolazione, gli interessi di categoria che prevalgono su quelli generali, l’impossibilità di introdurre elementi nuovi nella gestione politica hanno generato negli anni appiattimento e connivenze. Non so se questo sia vero, ma c’è una convinzione diffusa che le decisioni che contano vengano prese da un gruppo ristretto di persone, sempre le stesse, che sono ostaggio di corporazioni ed impediscono alla popolazione la scelta dei propri rappresentanti in Comune. Bologna è per tradizione una città di sinistra. La sinistra, per voce di chi la rappresenta, ha recentemente dichiarato: “Non sappiamo parlare alla gente”, “La gente ha sentimenti antipolitici”, “Bisogna guardare al futuro”. Per provare a cambiare un meccanismo che produce sfiducia e indifferenza, il PD è stato il primo partito a teorizzare le primarie come metodo di elezione di un candidato. Ma se i candidati che concorrono alla poltrona di Sindaco sono scelti dai delegati del partito, è solo finzione, poiché è lecito pensare che ancora una volta si mettano d’accordo fra loro sul nome che deve vincere e quello che deve perdere. L’alternativa è un meccanismo ancora più complesso, ovvero: possedere la lista degli iscritti al PD, bussare a tutte le porte e portare a casa 1800 firme. Per recuperare vitalità e fiducia, la candidatura dovrebbe essere aperta a tutti coloro che si riconoscono nella linea politica del PD, che possiedono un numero minimo di sostenitori e pensano, attraverso la loro competenza ed esperienza, di poter dare un contributo al rinnovamento della città. E devono essere i cittadini poi a decidere, con il loro voto, chi deve affrontare l’avversario alle elezioni finali per la poltrona di palazzo D’Accursio. In questo modo le primarie diventerebbero una gara veramente democratica e non una suggestione vuota; una gara nella quale Sergio Cofferati, o chiunque altro indicato e sostenuto dai vertici del PD, partirebbe senz’altro in vantaggio sugli altri, ma non li escluderebbe attraverso decisioni prese da pochi delegati di partito. Se vincesse, ne uscirebbe addirittura rafforzato, proprio perché passato attraverso la consultazione popolare. Offrire la possibilità a chi ha voglia, passione e competenza, di potersi misurare, è un principio che una paese moderno deve applicare, affinché ognuno diventi protagonista attivo del proprio destino. Con meccanismi semplici e soglie basse d’accesso. Vale per il PD e per tutti i partiti. Le modalità usate finora hanno appiattito idee e alimentato sentimenti di rigetto; forse per questo ogni volta che le elezioni si avvicinano la città si riempie di manifesti che elencano le meraviglie compiute dall’amministrazione che sta per scadere, come se i cittadini abitassero sulla luna. Non è detto che questo tipo di apertura sia rivoluzionario, ma per saperlo bisogna provarci. Se non funzionerà non avremo perso nulla, ma se invece, come credo e spero, qualcosa si dovesse innescare, sarà inevitabile, per le altre città, adottare in futuro questo metodo, portandosi dietro un cambiamento vero.
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LETTERA APERTA
Per il Partito Democratico:
Ripartiamo dalle cittadine e dai cittadini!
In sintonia politica con il Movimento per l’Ulivo e il Centro per l’Innovazione della Politica del P.D.S. nell’ottobre 1998, con il sostegno di alcune migliaia di cittadini Bolognesi (fra cui Gianfranco Pasquino, Augusto Barbera, Renzo Imbeni, Vittorio, Luca e Marco Prodi, Luigi Pedrazzi, Paolo Onofri, Renato Villalta, Renzo Costi, Pierpaolo Benni, Luciano Sita, ecc.), organizzammo un primo movimento di opinione - "Cittadini per le Primarie" - che creò anche un’Associazione Bolognese per le Primarie attiva sul territorio negli anni successivi.
Nell’aprile 2004 chiedevamo che l’Unione svolgesse le Primarie. Nell’ottobre 2005, fra qualche timore e molte preoccupazioni, si tennero delle vere Primarie che designarono Prodi candidato del centro-sinistra. Cogliemmo subito l’occasione per chiedere a Prodi e ai segretari dei partiti dell’Unione di svolgere, anche per ovviare alle liste orrendamente bloccate del "Porcellum", le Primarie per almeno il 50 per cento dei parlamentari.
Non ci fu nessuna risposta. Peccato, perché la mobilitazione dell’elettorato dell’Unione avrebbe sicuramente garantito una maggioranza più ampia al Senato della Repubblica.
Negli anni 2005 e 2006 si sono svolte in altre occasioni elezioni Primarie per scegliere i candidati dell’Unione: in Puglia, in Sicilia, a Milano, a Genova e in tanti altri Comuni Italiani.
Nel gennaio 2007 abbiamo presentato il "Progetto 10.000 Fiori" chiedendo di coinvolgere i cittadini in tutte le fasi del Processo Costituente del Partito Democratico.
Nel giugno 2007 abbiamo, per primi, chiesto di poter scegliere con il voto diretto il Segretario Nazionale del Partito Democratico.
Il 14 ottobre 3,5 milioni cittadini hanno dato, tutti insieme, una nuova speranza all’Italia!
Più volte Fassino ha chiesto, anche inserendo queste regole nello Statuto del Partito Democratico, la convocazione di Primarie (o Elezioni Dirette) per scegliere gli organi dirigenti di partito e i candidati alle cariche istituzionali.
Nella sua campagna costituente il neo-Segretario del Partito Democratico, al quale rivolgiamo gli auguri di un buon lavoro, ha inserito nei propri punti programmatici l’istituzione delle Primarie per Legge.
Lo stesso Prodi ci ha invitato a collaborare per l’introduzione di una legge quadro per le Primarie in Italia.
Siamo felici di tutto questo: le Primarie, in base all’impegno politico e alla raccolta di firme dei cittadini residenti in un determinato territorio, devono essere convocate se ci sono almeno due candidati per quel determinato ruolo. Se questo sarà inserito nello Statuto del Partito Democratico e, un domani, ci sarà anche una legge come è già avvenuto in Toscana, si consoliderà sempre di più un buon rapporto fra cittadini e i propri rappresentanti politici.
Ma noi primaristi-ulivisti siamo pienamente consapevoli che la "politica alta" non può essere delegata al solo esercizio democratico, comunque fondamentale, delle Primarie.
Intanto un’esigente concessione di fiducia dei cittadini c’è stata: è stato concesso un forte e pieno incarico politico a Walter Veltroni e ancora di più si è dato fiducia al Progetto Democratico nel suo insieme. Veltroni è quindi il primo rappresentante di un processo costituente di un partito che non potrà essere solo grande ma che dovrà essere altezza dei suoi compiti, nel rispetto pieno degli articoli, a partire dal numero 49, della Costituzione Italiana.
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