Comitato promotore nazionale per le primarie 
> Home
> Chi siamo
> Perchè le Primarie
> Forum/Proposte
> Gruppo Tecnico
> Materiali
> Scrivono e altro....
> Archivio documenti
> Appuntamenti
> Contatti
> Primarie in Puglia..........
> I nostri PRINCIPI FONDAMENTALI
> Editoriale


# Ultime news...
Incontro 8 marzo S.Giovanni in Fiore (CS)
Sabato 8 marzo 2008ore 16,30 presso l’albergo FlorensVia Piranella,17San Giovanni in Fiore (CS) incontro-dibattito: Le primarie aperte per la nuova legge elettorale Interverranno:Prof. Giovan
> altro
Incontro 8 marzo S.Giovanni in Fiore (CS)

 


# newsletter

 

Sei su > Home

Home

aggiornameti sulla candidatura di Pasquino su:

www.bolognaperlulivo.org

**********************************************

A BOLOGNA MILENA GABANELLI APPOGGIA LE PRIMARIE!

 

LETTERA APERTA  - luglio 2008

 

di Milena Gabanelli

 

Per evitare equivoci, premetto che faccio la giornalista, non mi sono mai schierata a sostegno di un partito e non intendo cambiare mestiere né abitudini. Vivo da 30 anni in questa città e, da cittadina, ho visto la sua lenta decadenza, pertanto non posso non chiedermene le ragioni. Altri, più partecipi di me alla quotidianità bolognese, dicono che l’indole conservatrice della popolazione, gli interessi di categoria che prevalgono su quelli generali, l’impossibilità di introdurre elementi nuovi nella gestione politica hanno generato negli anni appiattimento e connivenze. Non so se questo sia vero, ma c’è una convinzione diffusa che le decisioni che contano vengano prese da un gruppo ristretto di persone, sempre le stesse, che sono ostaggio di corporazioni ed impediscono alla popolazione la scelta dei propri rappresentanti in Comune. Bologna è per tradizione una città di sinistra. La sinistra, per voce di chi la rappresenta, ha recentemente dichiarato: “Non sappiamo parlare alla gente”, “La gente ha sentimenti antipolitici”, “Bisogna guardare al futuro”. Per provare a cambiare un meccanismo che produce sfiducia e indifferenza, il PD è stato il primo partito a teorizzare le primarie come metodo di elezione di un candidato. Ma se i candidati che concorrono alla poltrona di Sindaco sono scelti dai delegati del partito, è solo finzione, poiché è lecito pensare che ancora una volta si mettano d’accordo fra loro sul nome che deve vincere e quello che deve perdere. L’alternativa è un meccanismo ancora più complesso, ovvero: possedere la lista degli iscritti al PD, bussare a tutte le porte e portare a casa 1800 firme. Per recuperare vitalità e fiducia, la candidatura dovrebbe essere aperta a tutti coloro  che si riconoscono nella linea politica del PD, che possiedono un numero minimo di sostenitori e pensano, attraverso la loro competenza ed esperienza, di poter dare un contributo al rinnovamento della città. E devono essere i cittadini poi a decidere, con il loro voto, chi deve affrontare l’avversario alle elezioni finali per la poltrona di palazzo D’Accursio. In questo modo le primarie diventerebbero una gara veramente democratica e non una suggestione vuota; una gara nella quale Sergio Cofferati, o chiunque altro indicato e sostenuto dai vertici del PD, partirebbe senz’altro in vantaggio sugli altri, ma non li escluderebbe attraverso decisioni prese da pochi delegati di partito. Se vincesse, ne uscirebbe addirittura rafforzato, proprio perché passato attraverso la consultazione popolare. Offrire la possibilità a chi ha voglia, passione e competenza, di potersi misurare, è un principio che una paese moderno deve applicare, affinché ognuno diventi  protagonista attivo del proprio destino. Con meccanismi semplici e soglie basse d’accesso. Vale per il PD e per tutti i partiti. Le modalità usate finora hanno appiattito idee e alimentato sentimenti di rigetto; forse per questo ogni volta che le elezioni si avvicinano la città si riempie di manifesti che elencano le meraviglie compiute dall’amministrazione che sta per scadere, come se i cittadini abitassero sulla luna. Non è detto che questo tipo di apertura sia rivoluzionario, ma per saperlo bisogna provarci. Se non funzionerà non avremo perso nulla, ma se invece, come credo e spero, qualcosa si dovesse innescare, sarà inevitabile, per le altre città, adottare in futuro questo metodo,  portandosi dietro un cambiamento vero.


 

*********************************************************

LETTERA APERTA

Per il Partito Democratico:

Ripartiamo dalle cittadine e dai cittadini!

In sintonia politica con il Movimento per l’Ulivo e il Centro per l’Innovazione della Politica del P.D.S. nell’ottobre 1998, con il sostegno di alcune migliaia di cittadini Bolognesi (fra cui Gianfranco Pasquino, Augusto Barbera, Renzo Imbeni, Vittorio, Luca e Marco Prodi, Luigi Pedrazzi, Paolo Onofri, Renato Villalta, Renzo Costi, Pierpaolo Benni, Luciano Sita, ecc.), organizzammo un primo movimento di opinione - "Cittadini per le Primarie" - che creò anche un’Associazione Bolognese per le Primarie attiva sul territorio negli anni successivi.

Nell’aprile 2004 chiedevamo che l’Unione svolgesse le Primarie. Nell’ottobre 2005, fra qualche timore e molte preoccupazioni, si tennero delle vere Primarie che designarono Prodi candidato del centro-sinistra. Cogliemmo subito l’occasione per chiedere a Prodi e ai segretari dei partiti dell’Unione di svolgere, anche per ovviare alle liste orrendamente bloccate del "Porcellum", le Primarie per almeno il 50 per cento dei parlamentari.

Non ci fu nessuna risposta. Peccato, perché la mobilitazione dell’elettorato dell’Unione avrebbe sicuramente garantito una maggioranza più ampia al Senato della Repubblica.

Negli anni 2005 e 2006 si sono svolte in altre occasioni elezioni Primarie per scegliere i candidati dell’Unione: in Puglia, in Sicilia, a Milano, a Genova e in tanti altri Comuni Italiani.

Nel gennaio 2007 abbiamo presentato il "Progetto 10.000 Fiori" chiedendo di coinvolgere i cittadini in tutte le fasi del Processo Costituente del Partito Democratico.

Nel giugno 2007 abbiamo, per primi, chiesto di poter scegliere con il voto diretto il Segretario Nazionale del Partito Democratico.

Il 14 ottobre 3,5 milioni cittadini hanno dato, tutti insieme, una nuova speranza all’Italia!

Più volte Fassino ha chiesto, anche inserendo queste regole nello Statuto del Partito Democratico, la convocazione di Primarie (o Elezioni Dirette) per scegliere gli organi dirigenti di partito e i candidati alle cariche istituzionali.

Nella sua campagna costituente il neo-Segretario del Partito Democratico, al quale rivolgiamo gli auguri di un buon lavoro, ha inserito nei propri punti programmatici l’istituzione delle Primarie per Legge.

Lo stesso Prodi ci ha invitato a collaborare per l’introduzione di una legge quadro per le Primarie in Italia.

Siamo felici di tutto questo: le Primarie, in base all’impegno politico e alla raccolta di firme dei cittadini residenti in un determinato territorio, devono essere convocate se ci sono almeno due candidati per quel determinato ruolo. Se questo sarà inserito nello Statuto del Partito Democratico e, un domani, ci sarà anche una legge come è già avvenuto in Toscana, si consoliderà sempre di più un buon rapporto fra cittadini e i propri rappresentanti politici.

Ma noi primaristi-ulivisti siamo pienamente consapevoli che la "politica alta" non può essere delegata al solo esercizio democratico, comunque fondamentale, delle Primarie.

Intanto un’esigente concessione di fiducia dei cittadini c’è stata: è stato concesso un forte e pieno incarico politico a Walter Veltroni e ancora di più si è dato fiducia al Progetto Democratico nel suo insieme. Veltroni è quindi il primo rappresentante di un processo costituente di un partito che non potrà essere solo grande ma che dovrà essere altezza dei suoi compiti, nel rispetto pieno degli articoli, a partire dal numero 49, della Costituzione Italiana.

 

 

[ admin ]